Diretto da Pierluigi Montalbano

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Associazione Culturale Honebu

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lunedì 21 maggio 2018

Archeologia. Novità sulla carta di Jacopo Maggiolo conservata alla Biblioteca Universitaria Settecentesca di Cagliari. Riflessioni di Rolando Berretta.


Archeologia. Novità sulla carta di Jacopo Maggiolo conservata alla Biblioteca Universitaria Settecentesca di Cagliari.
Riflessioni di Rolando Berretta.

Accertato che a Cagliari abbiamo una copia della carta di Jacopo Maggiolo (1561) mentre l’originale si trova a Roma nella Biblioteca Centrale Nazionale, come abbiamo riferito nell’articolo pubblicato su questo quotidiano in data 07 Maggio 2018 a titolo “I Maggiolo, cartografi genovesi


… resta da capire il perché dell’orientamento “a specchio” della carta conservata al Museo Correr di Venezia. Carta datata nella metà del 1500.
A questo punto sono partiti una serie di controlli sulle riproduzioni del Mediterraneo dei Maggiolo.
Tra le tante opere di Vesconte Maggiolo esiste una carta che riporta l’esplorazione di Giovanni da

sabato 19 maggio 2018

Associazione Culturale Honebu. Attività Giugno 2018

Associazione Culturale Honebu. Attività Giugno 2018


Buongiorno,
Sono lieto di invitarvi ai prossimi eventi dell''Associazione Culturale Honebu. Tutti gli incontri del Venerdì si svolgeranno alle ore 19  nella Sala Conferenze in Via Fratelli Bandiera 100 a Cagliari / Pirri.
Per tutti gli eventi ho allegato la locandina in questo invito, ricordandovi che l'ingresso è riservato ai soci. Per diventare soci Honebu è sufficiente chiamare il 3382070515 e contribuire annualmente con una quota di 30 euro.
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Venerdì 25 Maggio, ospiteremo lo studioso di antichità Giuseppe Mura che ci racconterà il suo ultimo libro: "Tartesso in Sardegna".

Venerdì 1 Giugno, sarà relatore l'archeologo Alfonso Stiglitz che illustrerà la "nascita di una città", con

venerdì 18 maggio 2018

Archeologia. Acabadora, la sacerdotessa della morte

Archeologia. Acabadora, la sacerdotessa della morte
Riflessioni di Claudia Zedda


C’era un tempo in cui la gente di uno stesso paese si conosceva per soprannome, un tempo nel quale la morte non era fatto di stato, un tempo in cui le strade al crepuscolo, poteva succedere venissero attraversate da piccole donnicciole che è d’obbligo immaginare vestite di nero. Non foss’altro per il loro tentativo di passare inosservate. C’era un tempo chi le chiamava sacerdotesse della morte e chi le chiamava donne esperte. Avete compreso delle nonnette alle quali mi riferisco?
C’era chi le chiamava più sbrigativamente Accabadoras. Il termine è pregno di una sonorità tutta spagnola, e mai nessun altro sarà tanto evocativo. Degradazione di acabar, queste donne che l’immaginario racconta d’età avanzata, “accabavano” appunto, ponevano la parola fine alla vita degli agonizzanti, che stentavano nell’abbandonarla. Ci si è interrogati ampiamente sulla veridicità della figura, ci si è spesso chiesti se non si tratti di un residuo tradizionale, che in effetti non faccia capo ad alcuna realtà.


Video gentilmente offerto dall'amico Fabio. Clicca quì per vederlo.

mercoledì 16 maggio 2018

Archeologia. Il potere energetico della Piramide di Cheope. Riflessioni di Salvatore Micalef, Egittologo del Centro Italiano Ricerche

Archeologia. Il potere energetico della Piramide di Cheope
Riflessioni di Salvatore Micalef,
Egittologo del Centro Italiano Ricerche



Secondo i miei studi, le piramidi hanno dei poteri misteriosi. Analizziamo insieme la questione, cercando di evidenziare le tesi favorevoli e quelle contrarie. Il primo indizio trovato nei vari reperti archeologici della storia che accenna ad una strana capacità di conservazione che riconduce alla forma piramidale, fu il Libro dei Morti, l’antico testo religioso egizio. In esso si legge che la piramide aveva la capacità di risvegliare le potenti energie positive e negative presenti all’interno di essa, pur in modo latente, in ogni essere umano. Queste energie potevano essere stimolate con l’aiuto della piramide stessa rendendo l’individuo forte e vitale. Forse, non è un caso, che il numero “phi” (il pi greco), che si usa in geometria per il calcolo dell’Aria della Piramide, è incorporato nelle dimensioni della Grande Piramide di Cheope, ed era ritenuto in passato simbolo della creatività, del fuoco e della

venerdì 11 maggio 2018

Archeologia. Trapanazione del cranio, una pratica millenaria. Riflessioni di Pierluigi Montalbano

Archeologia. Trapanazione del cranio, una pratica millenaria.
Riflessioni di Pierluigi Montalbano


















Al Museo Sanna di Sassari è esposto uno dei numerosi crani che mostrano fori nella calotta e che sono riferiti a migliaia di anni fa. In Sardegna il ricorso a trapanazioni craniche effettuate su persone vive risale a studi su resti umani della tomba di Scaba ‘e Sarriu di Siddi, datata a cavallo fra Neolitico ed Età del Rame. Precedentemente quest'operazione si riferiva alla cultura Bonnannaro e poteva essere semplice o multipla con l'asportazione di rondelle ossee. In un caso un cranio mostra che

martedì 8 maggio 2018

Archeologia. Studi sul Tofet. Articolo di Piero Bartoloni


Archeologia. Studi sul Tofet
Articolo di Piero Bartoloni


Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico
Rivista di Studi Fenici, fondata da Sabatino Moscati.
 XLIII-2015

Scorrendo le pagine scritte nel ’700 e nel secolo successivo dagli studiosi di antichità, sorge spontaneo un senso di tenerezza nel leggere ipotesi che, se sostenute oggi, sfiorerebbero il ridicolo e per noi sono ovviamente da rigettare, ma che all’epoca erano parte integrante della diatriba scientifica. tralasciando il puro candore delle antiche statue marmoree, celebrato da Johann Winckelmann,  che in realtà erano policrome, come non ricordare ad esempio che Heinrich Schliemann riteneva di aver trovato i gioielli della mitica Elena, mentre aveva rinvenuto quelli di una dama che l’aveva preceduta di alcuni secoli, o che il Canonico Giovanni Spano sosteneva di poter evidenziare la presenza degli Egiziani in Sardegna, sulla base degli amuleti punici di tipo egittizzante? Tutto ciò dimostra che lo scorrere del tempo e il continuum della ricerca scientifica “fanno giu-stizia” di quelle che un tempo erano ritenute realtà d’importanza capitale e che oggi fanno sorgere un sorriso per la labilità del problema ormai risolto, che oggi ci appare come una ovvietà. tutto ciò grazie al progresso inarrestabile della Storia, degli studi e dell’analisi positiva, che vagliano inesorabilmente in modo critico ogni problema e lo fanno proprio o lo accantonano a seconda del

lunedì 7 maggio 2018

I Maggiolo, cartografi genovesi. Articolo di Rolando Berretta


I Maggiolo, cartografi genovesi.
Articolo di Rolando Berretta

Vesconte Maggiolo (da Wikipedia)
Nato intorno al 1475 da Giacomo e Mariola de Salvo, originari di Rapallo, ma residenti in Genova, il Maggiolo fu uno dei principali cartografi della sua epoca, capostipite di una famiglia di cartografi che si protrasse per numerose generazioni.
Iniziò la sua attività di cartografo agli inizi del XVI secolo e quello che è noto come "Planisfero di Fano", datato intorno al 1504 e realizzato in patria, fu la sua prima più importante realizzazione. Nel 1511 è a Napoli, ove sposa una donna del posto. Tra le opere certe realizzate durante la sua permanenza partenopea si contano due atlanti, del 1511 e 1512, tre carte nautiche (1512, 1513, 1515) ed un planisfero nautico del 1516. Per volontà del doge genovese Ottaviano Fregoso  nel 1518 fu richiamato in patria, ove gli fu offerto l'incarico ufficiale di "Magister cartarum pro navigando", con

martedì 1 maggio 2018

Archeologia: Decifrato un altro rotolo del Mar Morto. I ricercatori sono riusciti a ricostruire il significato del penultimo manoscritto di Qumran, che non era ancora stato tradotto, scoprendo nuovi dettagli sul funzionamento del calendario ebraico. Articolo di Elaina Zachos


Archeologia: Decifrato un altro rotolo del Mar Morto. I ricercatori sono riusciti a ricostruire il significato del penultimo manoscritto di Qumran, che non era ancora stato tradotto, scoprendo nuovi dettagli sul funzionamento del calendario ebraico.
Articolo di Elaina Zachos



Gli archeologi potrebbero aver fatto un altro piccolo passo avanti nella comprensione del mistero dei famosi manoscritti del Mar Morto.
I ricercatori dell'università di Haifa, in Israele, hanno decifrato uno degli ultimi rotoli di Qumran rimasti da tradurre. La collezione, che consiste di 900 antichi manoscritti ebraici, è stata al centro di studi e controversie sin da quando è stata riportata alla luce oltre 70 anni fa, nel 1947.
Eshbal Ratson e Jonathan Ben-Dov hanno passato un anno intero a rimettere insieme i 60 frammenti che compongono il rotolo. Decifrato grazie a una striscia di testo codificato sulla pergamena, la scoperta apre nuove conoscenze sulla comunità che lo scrisse e sul calendario di 364 giorni da loro utilizzato.
"Dato che questo numero può essere diviso sia per 4 che per 7, le ricorrenze speciali cadevano sempre nella stessa giornata", spiegano Ratson e Ben-Dov in una nota stampa. "Il calendario di

domenica 29 aprile 2018

Catastrofi Naturali e Collasso di Civiltà. Venerdì 4 Maggio 2018, alle 19, da Honebu Relazione di Antonio Mura


Catastrofi Naturali e Collasso di Civiltà. Venerdì 4 Maggio 2018, alle 19, da Honebu
Relazione di Antonio Mura

Nelle Culture di molti popoli si tramandano Miti e leggende che descrivono terribili eventi naturali accaduti in un lontano passato. Questi hanno portato sofferenza e distruzione e, a volte, hanno contribuito alla scomparsa d’interi gruppi umani e delle loro Civiltà. Sino alla fine degli anni 80, questi racconti erano considerati delle storie fantastiche, legate alla sfera dei miti o all’ambito religioso.
Diversamente, studi accademici effettuati negli ultimi decenni in varie discipline, hanno rilevato che devastanti fenomeni naturali sono realmente accaduti con gravi conseguenze sull’evoluzione di buona parte degli esseri viventi. Terremoti, eruzioni vulcaniche, tsunami, variazioni climatiche con terribili siccità e alluvioni si sono avvicendate nei millenni mettendo a rischio la sopravvivenza umana.
Le analisi effettuate sulle carote delle coltri glaciali, lo studio degli anelli di crescita degli alberi millenari e la ricerca di depositi e sedimenti nei mari e nei laghi, hanno fatto luce sul ruolo sempre più importante delle catastrofi di origine cosmica, fino a oggi poco indagate e quasi sconosciute.
Dal cosmo si possono produrre diversi fenomeni: dalle tempeste di raggi cosmici provenienti dalla

giovedì 26 aprile 2018

Archeologia. La presenza qualitativa delle neviere in archeologia comparata. Il frequente ricorso nel passato alla edificazione delle neviere esprime anche il grado di emancipazione del confort dei vari contesti sociali non soltanto italici. Articolo di Alberto Zei


Archeologia. La presenza qualitativa delle neviere in archeologia comparata.
Il frequente ricorso nel passato alla edificazione delle neviere esprime anche il grado di emancipazione del confort dei vari contesti sociali non soltanto italici.
Articolo di Alberto Zei

Passeggiando fra i pendii collinari o montani di parecchie regioni italiane, non è difficile imbattersi in vecchie neviere costituite in singolari costruzioni quasi sempre a pianta circolare con una parte interrata e l'altra in elevato.
È risaputo che le neviere erano architettonicamente costruite in maniera agevole ed efficace per conservare più a lungo possibile la neve che di volta in volta era immagazzinata prima, prelevata poi, per le necessità maggiormente sentite della conservazione di sostanze alimentari più facilmente deteriorabili. Al presente però, poche appaiono curate e restaurate. La maggior parte sono in abbandono, ma continuano a essere testimoni di tempi in cui la vita era molto più dura e molto più a contatto con la natura dalla quale l’uomo ha sempre tentato di fare qualche passo avanti verso il